Aumentare i guadagni, aumentare l’efficacia del proprio marketing e della propria comunicazione riducendone sensibilmente i costi sono oggi priorità fondamentali sia per i piccoli che i grandi business. C’è spazio, in questo momento di crisi di mercato e occupazionale, e di varie sirene incantatrici, per una nuova figura professionale che aiuti piccole imprese e professionisti in questa sfida? C’è spazio per un  “professionista dei guadagni”?

Per rispondere a questa domanda (ed esplorare l’esperienza di uno che svolge questa professione con successo) condivido molto volentieri l’intervista di Guerrilla Marketing Italia a Fabio Zancanella, coach in Guerrilla Marketing. Ringrazio personalmente Fabio per l’intervista. Buona lettura.

Guerrilla Marketing Italia intervista Fabio Zancanella

Fabio è uno dei pochi Guerrilla Marketing Italia Coach certificati che operano in Italia ed ha fatto del Guerrilla Marketing una professione di grande successo.

Fabio come hai conosciuto il Guerrilla Marketing?

Ho conosciuto il Guerrilla Marketing anni fa, mi veniva presentato come uno strumento di rottura, in linea con l’idea di guerrilla nell’accezione dell’azione militare.

“l’arte di fiaccare il nemico con mille piccole punture di spillo”. Mi interessava, tuttavia restavo lontano.

Durante un percorso di formazione in PNL con Andrea Frausin ne ho sentito parlare con parole diverse.

Da quel momento mi sono interessato maggiormente, iscrivendovi al corso che si intitola Guerrilla Marketing Camp e poi chiamando Andrea in alcune aziende dove esercitavo il ruolo di responsabile commerciale e marketing per fare dei corsi ad hoc. Questi corsi tra l’altro si sono rivelati di grande successo in termini di aumento di guadagni delle stesse aziende.

Cosa c’è di diverso nel Guerrilla Marketing così come creato e sviluppato da Jay Levinson e quello che si pensa in giro sul Guerrilla Marketing?

Una differenza immensa, spesso vive l’idea appunto del guerrilla marketing come non convenzionale, attribuendo a questo significato cose eclatanti, spesso molto forti.

Nei corsi ho apprezzato che il Guerrilla Marketing originale, quello creato e sviluppato da Jay Conrad Levinson, a volte è non convenzionale, ma fa del rispetto delle persone e delle leggi un assioma, questo mette tranquilli, si possono fare piani di guerrilla con metodo, intelligenza, usando la creatività, l’informazione come leve per distinguere. Questo rende possibile successi con investimenti di denaro inferiori alla media, ma l’energia, la creatività e il tempo sono fondamentali, sembra semplicistico, invece è semplice, come le cose semplici serve molta applicazione. La differenza tra il sentito dire e lo studio e l’applicazione del vero Guerrilla Marketing è immensa.

Quali benefici hai tratto nel tuo percorso professionale nell’esserti formato in Guerrilla Marketing con Andrea Frausin?

Il beneficio immediato è stato quello di mettermi in azione, utilizzando un metodo che rende entusiasmante la condivisione con tutto il team. Agire, misurare l’azione e correggere. Da subito si pensa prima all’intenzione che si ha piuttosto che all’obiettivo. Sembra una sottigliezza, in realtà c’è una immensa differenza. l’intenzione è la luce che focalizza le nostre attenzioni, a quel punto l’obiettivo illuminato diventa chiaro, ci vuole una dose di coraggio. Spesso si sente dire che il coraggio è cieco, invece il guerrilla dice che il coraggio è migliore se illuminato dall’intenzione, dalla conoscenza, informazione e ricerca, con un grande rispetto del tempo e della misurazione oggettiva. Tutto questo con Andrea è reso molto pratico, poca accademia e tanto esercizio, un mettere in pratica da subito un verbo chiave nel Guerrilla Marketing, AGIRE, PRATICARE. A questo Andrea aggiunge un aspetto forte di life coach che permette a ognuno dei partecipanti di tenere conto di se, davanti ad ogni tecnica, suggerendo tuttavia anche in questo caso esercizi abilitanti.

Quali ulteriori vantaggi hai tratto dal frequentare il programma riservato per Coach in Guerrilla Marketing con Andrea Frausin?

Quando inizia questo corso pensai che il passaggio fosse un rafforzamento di quello che si era svolto al Guerrilla Marketing Camp. La sorpresa positiva è stata quella di imparare tante cose, a volte nuove nei contenuti, a volte con risultati sorprendenti nuovi nel modo di agire. Alla fine di questo corso mi sono sentito pronto non solo a fare il consulente di Guerrilla Marketing ma di affiancare persone dei miei clienti e renderli autonomi, in un vero e proprio percorso si coaching, molto innovativo nel mondo del marketing: la meravigliosa possibilità di insegnare consapevolmente a pescare piuttosto che dare il pescato del giorno, che viene assaporato all’istante ma se lasciato lì con il tempo, poco tempo puzza. La consapevolezza del pescare rende il tuo cliente autonomo, a volte per piacere o approfondire ti chiama in causa per fare una giornata di pesca insieme ma è diventato lui l’attore protagonista del suo marketing.

Quali vantaggi può avere un’impresa o uno studio professionale nel formare una persona dello staff o più membri dello staff in Guerrilla Marketing?

Vantaggi ce ne sono molti. In primis, la possibilità di agire con risultati anche se i fondi a disposizione all’inizio sono pochi. Con il tempo i risultati finanziano progetti ancor più profondi.

Ho visto risultati speciali, in termini di redditività e anche di clima interno, in piccole aziende, piccoli studi anche piccole attività. Si impara un metodo, si comprende l’importanza di alcuni passi, a quel punto c’è spazio per ricette semplici che portano clienti nuovi oppure maggiore ripetizione d’acquisto dei clienti fidelizzati, con la speciale reciprocità, tu dai il cliente restituisce riferiti.

Quali vantaggi ha un’azienda che si avvale di un Guerrilla Marketing Coach certificato?

Voglio essere per una volta molto forte nel dire quanto segue. Molto spesso, ultimamente più che in passato, sento parlare di aziende che si affidano a sedicenti consulenti di Guerrilla Marketing. Allora chiedo, poi capisco che rispetto al corso dell’unico trainer certificato in Italia da Jay Conrad Levinson, padre del Guerrilla Marketing, (Andrea Frausin ) gli altri consulenti si basano su qualcosa di letto qua e la o a qualcosa con non ha vedere ad esempio con i 7 passi, o le 10 azioni o le 200 armi ecc per lanciare un piano. Gli strumenti che suggeriscono sono solo quelli che sanno usare, limitando la creatività al cliente, sopratutto sprecando l’opportunità del potenziamento vicendevole.

Ritieni ci possano essere degli spazi credibili sul mercato per altri professionisti come te, che utilizzano il Guerrilla Marketing per iniziare una nuova professione o per affiancare a quello che fanno il Guerrilla Marketing?

Enormi spazi, partendo innanzitutto dal compiere con forza e tenacia la formazione, poi creando una rete con gli altri coach per condividere, che è quella ad esempio che sta costruendo Guerrilla Marketing Italia.

Oggi grazie al Guerrilla Marketing, gli studi che ho fatto in università blasonate mi stanno rendendo molto di più. Diventano ulteriori armi di innesco del piano. Segment market plan, marketing mix le 4 p e le 4 c, le swot analisys e i modelli canvas ecc. Straordinari strumenti che inseriti nel piano di guerrilla diventano armi straordinarie, ora mi sembra di essere passato da una pistola ad una mitragliatrice.

In un momento sfidante come questo, cosa te la senti di consigliare a chi desidera intraprendere con successo questa nuova professione?

Affrontarla con decisione e leggerezza, lasciando alle spalle ogni forma di aspettativa e pregiudizio. Stare al corso come quando si va al cinema, vivere ogni attimo, quando ti vien da dire “ma questa cosa la so”, bene, vuol dire che il corso funziona in quanto da adesso in poi comincerai a saper fare quello che sapevi, comincerai a saper essere e a far “saper essere” i tuoi clienti, il tuo diventa saper ben – essere.

 

Grazie Fabio per la condivisione e a presto.